Fluxus, tutto è arte

“Tutto è arte e tutti possono farne. L’arte deve occuparsi di cose insignificanti, deve essere divertente, accessibile a tutti”

George Maciunas

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Fluxus si generò come movimento artistico di “intermedia”, abolendo i confini tra le diverse discipline artistiche, così come tra artista e pubblico, tra arte e vita. Concepito come un fronte mobile di individui e non come un gruppo codificato, Fluxus si sviluppò senza principi stabiliti, senza un manifesto e un vero e proprio programma, liberandosi dalla fiducia in un’utopia e nel progresso storico e scientifico, e distinguendosi in questa “non filosofia” dalle avanguardie precedenti. Fluxus teorizzò un modo di fare arte che è un fluire ininterrotto di situazioni, percezioni e molteplici esperienze estetiche e sperimentali, e che rivendica l’intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari, promuovendo lo sconfinamento dell’atto creativo nel flusso della vita quotidiana.

Nato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’50, riunì artisti all’avanguardia nelle arti visive, nella musica e nella poesia sperimentale, provenienti da tendenze neodadaiste e da idee anarco-comuniste, inclini alla pratica del “ready-made” portata alla ribalta da Marcel Duchamp. Oltre al fondatore George Maciunas fra i suoi membri ricordiamo Nam June Paik, John Cage, Yoko Ono e Wolf Volstell.

 

Vostell 1963 Sun in Your Head Fluxus
Caricato da burtonienne

 

Al confine tra integrazione e disgregazione, il movimento si impegnò a togliere importanza all’oggetto artistico per darla invece alle situazioni, allo spettacolo. In nome di un’arte totale che predilige come ambiti elettivi d’espressione la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance, nascono gli Happening, luoghi dove l’arte assume diverse forme, antidogmatiche e libertarie, e dove anche il fruitore assume un ruolo attivo. La caratteristica di Fluxus è l’interdisciplinarietà dei suoi eventi, che al loro interno contengono e inglobano svariate correnti artistiche, come la musica sperimentale, la videoarte, l’arte povera, il minimalismo e l’arte concettuale.

copertina.jpgIl primo evento Fluxus fu organizzato a Wiesbaden, in Germania, per diffondersi presto anche in Francia, Italia e Gran Bretagna. Successivamente fu organizzato il festival “Fluxorum fluxus” alla Kunstakadenie di Dusseldorf (1963). Nel 1964 uscì il primo numero della rivista “CCV tre“, organo ufficiale del gruppo diretto da George Maciunas e George Brecht. Nel 1991 fu allestita la storica mostra a Venezia intitolata “Ubi fluxus ibi motus”.

La poetica di questo movimento seguiva principalmente due tendenze: la fondazione di un nuovo ambiente socio-culturale in cui fosse possibile una circolazione più immediata di una nuova estetica, tesa a ridurre la distanza tra artista e fruitore, e la somministrazione di nuovi modelli artistici da opporre ai canoni e alle convenzioni dell’arte istituzionale, in modo da tracciare un universo inedito, che potesse ridefinire i comportamenti estetici e portare a trasformazioni attive dei linguaggi.

 

 

PM

Redazione videoart

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Fluxus, tutto è arteultima modifica: 2008-11-20T11:36:00+00:00da eguidevideoart
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11 pensieri su “Fluxus, tutto è arte

  1. Yoko Ono conobbe John Lennon proprio durante l’inaugurazione di una sua mostra nella quale erano esposte “opere” che John Lennon in realtà non apprezzò affatto, ma gli piaque Yoko Ono perché la trovò “divertente”.. George Maciunas aveva ragione?!

  2. “la fondazione di un nuovo ambiente socio-culturale in cui fosse possibile una circolazione più immediata di una nuova estetica, tesa a ridurre la distanza tra artista e fruitore..che potesse ridefinire i comportamenti estetici e portare a trasformazioni attive dei linguaggi”

    MI SEMBRA UN’OTTIMA DEFINIZIONE DI INTERNET…

  3. Uno dei concetti più importanti di Fluxus è quello per cui lo spettatore/fruitore deve avere un ruolo differente, attivo, in alcuni casi di compartecipazione alla creazione del senso di un’opera d’arte. Non a caso tra i maggiori artisti di del movimento ci sia il compositore americano John Cage quello dei 4.33 minuti di silenzio e degli happenings multisensoriali. Tra gli italiani a mio parere includerei l’Antonioni sperimentale del periodo 59-75 (Zabriskie Point escluso) anche se il cinema non è un’arte di quelle predilette da Fluxus.

  4. Fluxus-blitz Pino Boresta

    Auditorium Parco della Musica (Rome)
    BIENNIAL Fluxus – After Fluxus
    20:30 Friday, February 26, 2010
    Psychic Interview # 2
    Interviewed by George Maciunas Ramundas Malašauskas

    As soon as I arrived, I quickly visited the room dedicated to Maciunas and when Lucio Perotti started to play the piano a large number of people made a semicircle around him. After the first tune I realized that it was my turn in the show. I took off my jacket, I stood next the piano and pianist and started jumping and screaming “Be happy, there is Maurizio Cattelan …. be happy, there is Maurizio Cattelan …. “ No one stopped me and the pianist continued to play, so the public did not understand if this was part of the performance or not. After a couple of minutes someone of the organization asked me very politely to stop. Nevertheless I was almost passing out from the effort. I pointed at my watch to tell her that I had nearly finished my blitz-perfomance. So I kept it up again for another couple of minutes. When I was almost exhausted and I stopped, unexpectedly the entire audience cheered me by clapping.

    When I sat, visibly tired, on a chair in the foyer of the Auditorium, someone asked me why I had made that action… I replied that it was, certainly, a tribute to three brilliant minds such as George Maciunas, Simon Cristicchi and Maurizio Cattelan but anyone could draw their own conclusions.

    Pino Boresta

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