Una domanda provocatoria: cosa vuol dire videoarte?

Delle molte opere che ci pervengono solo una parte viene pubblicata sul sito e accettata a gareggiare al concorso, e non solo perché non rispettano il regolamento…

E’ infatti spesso difficile per l’aspirante partecipante capire se il proprio video può entrare nella definizione di video arte; a volte riceviamo video che evidentemente non possono essere inquadrati in questa categoria, poiché ad esempio sono cortometraggi classici o presentazioni di immagini pure, altre volte accettiamo video che sono al limite della categoria, perché i margini a volte non sono facilmente individuabili e tanto meno “spiegabili”.

Per aiutare l’aspirante partecipante ho consultato la definizione su Wikipedia Uk (gli anglosassoni generalmente si esprimono in modo molto più chiaro rispetto a noi, poiché liberi dalle affascinanti ma nebulose sfumature di noi latini..)

“Una tra le differenze chiave tra la videoarte e il cinema è che la videoarte non fa necessariamente riferimento alla maggior parte delle convenzioni che costituiscono i punti di riferimento del cinema. Essa può fare a meno dell’uso di attori, può non contenere dialogo, non ha una trama narrativa esplicita e non ha tutte quelle caratteristiche che generalmente definiscono il cinema come intrattenimento. Questa distinzione è importante, perché distingue la video arte non solo dal cinema ma anche da quelle categorie la cui definizione potrebbe essere incerta (come nel caso del cinema d’avanguardia o dei cortometraggi). Forse la più semplice e precisa definizione a questo proposito sarebbe affermare che generalmente l’obiettivo principale del cinema sia di intrattenere, mentre le intenzioni della video arte sono più varie andando dalla semplice esplorazione dei limiti del media stesso a un attacco diretto delle aspettative dello spettatore modellate sul cinema convenzionale.”

Alla luce di queste delucidazioni, di seguito propongo due esempi di video totalmente opposti..

 

 

 

  

Garuda
Caricato da Video_Blog_REWF

 

 

Qual è video arte??  La domanda è provocatoria, e la risposta è semplice.. Aiutatemi anche voi, a spiegare la differenza..

 

 

 

PM

Redazione videoart

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Una domanda provocatoria: cosa vuol dire videoarte?ultima modifica: 2008-11-24T16:14:00+00:00da eguidevideoart
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10 pensieri su “Una domanda provocatoria: cosa vuol dire videoarte?

  1. La differenza tra cinema e videoarte non è nel mezzo utilizzato, il video, ma nel concetto. La video arte possiede intrinsecamente l’ambizione di uscire da se stessa, di lavorare sul senso, di far riflettere lo spettatore (in questo caso il contesto è fondamentale a volte indispensabile). Il cinema può lavorare singolarmente sia sul senso che sulla narrazione od incluedere entrambe le azioni (e il contesto no è fondamentale alle volte). Diffcilmente la videoarte lavora sul piano narrativo. Questo credo sia la differenza principale.

  2. quel che tu cerchi di spiegare in quanto ‘videoarte’ è ciò che in altre parole si potrebbe definire come ‘arte concettuale’ o ‘videoarte pura’; ciò che tu non chiami ‘videoarte’ potrebbe essere definito come ‘cortometraggio’. Anche se il prodotto da te proposto è squisitamente ‘poetico’.

    Dunque do ragione a ciò che Rockrolla ha scritto prima di me…

    il video di Paik potrei associarlo a Cage

    http://it.youtube.com/watch?v=hUJagb7hL0E

    il secondo a Sakamoto

    http://it.youtube.com/watch?v=YwkuS9FlB7M

  3. per me videoarte è un quadro con l’aggiunta della dimensione tempo …
    un quadro in movimento … un’immagine che muta … lo sviluppo di un pensiero, di un concetto in forma di video … non deve necessariamente seguire le regole del cinema tradizionale … certo che è difficile da esprimere … so solo che per come l’intendo io i miei video risultano spesso noiosi … perchè la gente che guarda cerca la storia … mentre io cerco di esprimere solo un pensiero … mah

  4. Grazie per i commenti, avete capito perfettamente cosa intendevo dire! Cage e i suoi 4min e 33 di silenzio erano già stati nominati in merito al post che ho fatto su Fluxus (anche Nam June Paik ha fatto parte del movimento). E l’altro video, Garuda, l’ho scelto apposta per la poesia che trasmette, e vi assicuro che visto su uno schermo gigante (io l’ho visto al Festival d’Annecy) è davvero mozzafiato..

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