Granular Synthesis, il potere della frammentazione

Ulf Langheinrich e Kurt Hentschlager hanno lavorato insieme come duo artistico a partire dal 1991 sul progetto ‘Granular Synthesis‘. Il loro linguaggio visivo ossessivo, sviluppato a partire da una tradizione legata alla performance e quindi a una percezione fisica diretta, ha progressivamente subito un’evoluzione verso un’esperienza audiovisiva dal vivo.

Il nome Granular Synthesis prende origine da una tecnica di sintesi base del suono che opera su una scala di suoni microframmentati: i campionamenti sono divisi in piccoli pezzi che durano da 1 a 50 millisecondi. Sono questi i “granelli”.

Il duo viennese dal 1991 realizza installazioni di forte impatto, che creano nello spettatore un forte coinvolgimento emotivo. I Granular Synthesis indagano le potenzialità estetiche date dalla sovrapposizione di canali espressivi diversi, in modo che le loro opere, prive di intento narrativo, generino particolari stati percettivi.

La riconoscibilità delle immagini (spesso volti umani) e la loro sincronia con i suoni che le accompagnano temporalmente determinano picchi di attenzione che essi sfruttano coordinando con minuziosa cura i loro micro-elementi di base.

 

Tra il 1994 e il 1996  i Granular Synthesis si concentrano su diverse figure umane. In Model 5 lavorano con la testa, il volto e la voce di Akemi Takeya, una ballerina e attrice giapponese. Il loro intento è isolare e decontestualizzare l’aspetto e il comportamento di una modella rispetto alle aspettative create dai media di massa e dalla nostra normale esperienza percettiva, attraverso la frammentazione e la ripetizione ossessiva, la ricomposizione ciclica, la stesura e la compressione ad alta frequenza di ognuno dei minuscoli frammenti di immagini sincopate e di suoni perforanti.

Model 5 pone lo spettatore di fronte ad una stimolazione ossessivamente macchinica, ma con una costante componente ‘naturale’ (il volto umano) che non ci permette di sfuggire alla sua ingannevole attrattiva e al riconoscimento del soggetto. Lo sforzo fisico su cui si incentra il loop, richiamato continuamente da suoni violenti che esasperano la tensione delle immagini, rende la mente un campo percettivo aperto, magneticamente attivo.

bild.jpgIn Reset invece, esposto alla Biennale di Venezia nel 2001, la presenza cromatica e la presenza sonora si fondono, e l’univoca reattività del suono e dell’immagine crea un continuum sensoriale che si identifica con la rappresentazione lineare e netta di campi di colore e frequenze rotanti. Il sovraccarico di stimoli semplici a cui si viene sottoposti determina una fluttuazione di stati mentali corrispondente all’intensità somministrata, e alla deviazione dall’ordinario innescata. La coerenza non è il prodotto di una sincronia preparata tra audio e video,ma è il risultato della sintesi di campionamenti singoli e indipendenti. L’esclusione di ogni sembianza umana porta a un’esperienza audiovisiva estremamente astratta.

 

Il più recente stato di aggregazione dei “granelli”, dal nome POL, è stato presentato per la prima volta in Germania nel 1998.

pol4.jpg Mixando dal vivo i campionamenti, grazie all’aiuto di un software sviluppato da loro stessi, i due artisti shiftano, amplificano e mandano in loop minuscole unità sintetiche di immagini  – i “granelli”- e il suono della voce della cantautrice Diamanda Galas, per produrre un’intensa, invadente stimolazione dei sensi. Una proiezione frontale su 7 schermi paralleli, con effetto stroboscopico, a ripetizione veloce ed ipnotica oppure con trame visive che stordiscono e frequenze audio molto basse (fino a -40db), che il pubblico psicologicamente percepisce attraverso il corpo, combinate per creare un effetto di polarizzazione cosciente e una rimozione di ogni distanza percepibile dal flusso audiovisivo di stimoli.

Quest’ultima è la performance video che verrà messa in scena il prossimo 6 dicembre alle Officine Marconi, in corrispondenza con Romaeuropa Webfactory Live. Vi aspettiamo!

Per maggiori informazioni sull’evento consulta direttamente il website della Fondazione Romaeuropa

PM

Redazione videoart

 

 

 

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Granular Synthesis, il potere della frammentazioneultima modifica: 2008-11-28T10:55:00+00:00da eguidevideoart
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