Ryoji Ikeda – Datamatics – Algoritmi poetici e codice binario degli strati emotivi

“Il sublime e’ infinito: infinitesimale, immenso, indescrivibile, indicibile.”

Ryoji Ikeda

L’unione tra audio e video è l’elemento fondamentale di quella che cerchiamo di definire video arte. Unione che al livello elementare è l’accompagnamento, che se usata bene può enfatizzare, addirittura sovrapporre significati, contrapporsi alle immagini in un rapporto conflittuale simmetrico e diventare nelle opere meglio riuscite sincronia, sublimazione del video.

Un artista davvero stupefacente per le emozioni create grazie alla perfetta complementarietà tra audio e video è Ryoji Ikeda: il più grande compositore giapponese di musica elettronica minimale, composta non solo da note ma da onde sonore, grazie ai calcoli algoritmici e alla scomposizione dello spettro sonoro, crea un universo in cui il video è generato dagli elementi audio.

Nella sua performance “Datamatics” Ikeda utilizza i suoni legati direttamente agli apparecchi tecnologici: il rumore “bianco” (il suono saturo di una radio senza stazioni selezionate), i click prodotti in fase di montaggio, i micro-frammenti di residui sonori, gli ultrasuoni ed i sub-bassi, con tecniche di precisione derivate da studi sull’influenza della natura dei suoni sulla percezione umana, sia emotiva che spaziale. In sincronia con la ripetizione dei suoni, il video specularmente raggiunge velocità di 100 frame al secondo.

 

 

 

La cupa riflessione sui destini della Terra si trasfigura in un asettico gioco architettonico, di cui cifre in sequenza e mappe stellari diventano elementi costitutivi, susseguendosi a ritmo serrato, in totale simbiosi con i suoni.

Ikeda ci svela che tutta la materia che ci circonda – inclusa quella più lontana da noi – è sottomessa alle leggi del regno virtuale dei numeri, e riducibile a piani ortogonali e codici binari.

 

Suoni astrali raffigurati come sequenze astratte di segnali elettronici e dettagliate mappe stellari, in cui il semplice lampeggiare di un’asse verticale disorienta lo spettatore – ascoltatore ricollocandolo a intervalli brevi e regolari in una nuova prospettiva, destra sinistra, sopra sotto, facendolo fluttuare nello spazio buio e immobile, fra una distesa di luci – stelle che vengono imbrigliate nelle coordinate e nei piani, unite da formule matematiche che si manifestano successivamente nella loro imperscrutabile e stupefacente realtà binaria.

 

 

Purtroppo non ho potuto trovare in rete materiale migliore di questi brevissimi estratti, dove però è comunque individuabile la tecnica usata: ad ogni suono corrisponde il movimento di un elemento dell’immagine, e la ripetizione dei suoni crea un’aspettativa nel fruitore dell’opera generando un forte coinvolgimento emotivo e una sensazione di irrealtà. Assistere alla performance dal vivo è un’occasione da non perdere (la scorsa su Roma è stata l’11/10/08 alle Officine Marconi).

La potenza emotiva delle formule matematiche su cui Ikeda costruisce il suo immaginario fa sì che questa musica anti-poetica sia capace di veicolare una forza ipnotica davvero unica.

PM

Redazione videoart

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Ryoji Ikeda – Datamatics – Algoritmi poetici e codice binario degli strati emotiviultima modifica: 2008-12-15T16:50:00+00:00da eguidevideoart
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