Pierre Huyge, la festa del paese che non c’è

Siamo nell’anno 01, all’inizio di una storia che conoscete già. In mezzo alle montagne, lungo il fiume Hudson, sta nascendo un villaggio nel bosco. Le famiglie stanno trasferendosi qui, case e strade sono quasi pronte, nei parchi sta crescendo l’erba e presto i campi da gioco saranno pieni di gente.

 

Pierre Huyghe

 

Streamside Knolls è una piccola città a nord di New York, nella quale si sono insediate le famiglie che abitavano nella campagna circostante.  Case modello, strade nuove, nessun passato, nessuna relazione tra gli abitanti.

Il video artista francese Pierre Huyghe decise di creare una festa per dare una tradizione a questa luogo senza storia, cercando di capire quali potessero essere gli elementi comuni ai suoi abitanti. Ha individuato fra le esperienze in comune quella più importante: il passaggio dalla natura alla città. Creando una simbologia ha cercato di rappresentare il passaggio dalla campagna alla città e di immaginare il passaggio inverso. Attori travestiti da animali disneyani si muovono verso la città mentre i bambini verso un bosco che sembra quello di un dipinto dell’800: la natura sarà raffigurata nel video in modo stereotipato, per mostrarne l’aspetto artificiale, costruendo allo stesso tempo scenografie naturali e oniriche nella città, per spremerne la vitalità, avvicinandola alla campagna circostante, trovando un’armonia.

 

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Il sistema di significati condivisi è stato posto alla base della creazione della celebrazione, che ne ha permesso il riconoscimento oltre che la generazione di altri riferimenti, creando un ricordo, con l’obbiettivo di rafforzare lo spirito di aggregazione della comunità.

 

La festa è stata organizzata e pubblicizzata, specificando che tutti i partecipanti con la loro stessa presenza avrebbero dato il consenso a comparire nelle riprese, dalle quali è stato creato un video: Streamside Day Follies. Nel video di 26 minuti, metà fiction e metà documentario, l’autore si muove tra fantasia e realtà. Qui ne vediamo un estratto.

 

 

Il programma della festa è stato studiato nei minimi dettagli, dalla parata al discorso del sindaco, dal cibo ai giochi dei bambini. Persone mascherate goffamente da animali si affiancano a situazioni della quotidianità americana appositamente ricreate: hamburger, hot dog, granoturco e zucchero filato, creando un effetto, a dire il vero, inquietante. Discorso del sindaco e sfilata degli automezzi di pompieri, polizia e uno scuolabus. Un pallone gigante si accende al crepuscolo, facendo le veci di una seconda luna.

 

Pierre Huyge porta avanti il discorso che i sobborghi, anziché essere sviliti a luoghi di alienazione ed omologazione, soddisfano il desiderio di restare vicino alla natura. La fascinazione dell’artista verso i riti comunitari parte dalla convinzione che il folklore e la tradizione nella società contemporanea siano agenti di cambiamento, di crescita ed evoluzione della società.

 

Il desiderio dell’artista era di creare una cerimonia che, come una festa comandata, si ripetesse ogni anno, che venisse adottata dalla gente del posto. Ho cercato e ricercato su internet informazioni sulla città per scoprire se effettivamente l’esperienza è stata ripetuta, ma non trovo nulla se non annunci di agenzie che vendono case..

 

Arte a servizio della società o società come attore involontario?

 

PM

Redazione videoart

 

 

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Pierre Huyge, la festa del paese che non c’èultima modifica: 2009-01-21T18:24:00+00:00da eguidevideoart
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3 pensieri su “Pierre Huyge, la festa del paese che non c’è

  1. Spesso gli artisti si sentono obbligati a dare giustificazioni a sfondo sociale o etico alla propria opera, spesso con ipocrisia, quando invece la realtà è che ciò non sarebbe affatto necessario: l’arte non ha bisogno di regole e di riferimenti, e non necessariamente deve dare speranza. L’importante, certo, è che arte sia

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