Stop Motion #4 – Silhouette Animation – Sagome e voci

La silhouette animation è una variante della tecnica del cut out. In questo caso le figure che si muovono sullo sfondo sono sagome nere: protagonisti sono i bordi, i movimenti, le voci e i rumori: non esistono espressioni facciali, né articolazioni visibili. A differenza di un normale cut out la luce è posta di fronte e non di fianco alla telecamera: in questo modo dei ritagli percepiamo solamente la sagoma. Come già detto nel precedente post la prima tecnica di animazione fu proprio il cut-out (vedi Quirino Cristiani), di cui la silhouette animation costituisce una variante, se vogliamo, “semplificata”. Eppure non sono stati molti i film realizzati con questa tecnica..

 

 

La principale regista che ne fece largo uso fu Lotte Reininger che nel 1923, nella Repubblica di Weimar, realizzò uno tra i primi lungometraggi animati : “Le avventure del principe Achmed”.

 

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Tra i film della Reininger se ne possono vedere molti in rete, tra cui Cinderella (1922), Galathea (1935), Hansel e Gretel (1955). Nell’estratto di Jack and the Beanstalk (il fagiolo magico) notiamo che, in contrasto con le sagome scure, lo sfondo è colorato, vivace e dettagliato. Ma, come la scenografia di un teatro, che sia in scala di grigio, a colori vivaci o monocromatico assolve solo un ruolo d’appoggio, proprio perché le sagome se ne distaccano con un forte potere evocativo, e non solo grazie al proprio movimento: lo sfondo non attira la nostra attenzione, assorbita ipnoticamente dall’area vuota dei personaggi.

 

 

 

 

La silohuette animation per ragioni evidenti presuppone che la sagoma sia fortemente caratterizzata, o che si ancori a un immaginario condiviso in grado di “completare” la figura di cui visivamente percepiamo solo i contorni. Per questo i soggetti prescelti sono generalmente stereotipi, o delle popolazioni antiche (gli arabi in “Prince Achmed”, gli egiziani nell’episodio di “Principi e Principesse” di Ocelot, linkato più avanti) o di un certo periodo storico (ottocentesco, in “Jasper Morello”), oppure personaggi delle fiabe (ad esempio Cinderella e le tre sorelle) o delle serie Tv (South Park, le scene notturne). 

 

Negli ultimi anni l’opera di maggiore spicco realizzata quasi interamente con questa tecnica, è il cortometraggio “The Mysterious Exploration of Jasper Morello” (2005) del regista Anthony Lucas, candidato all’Oscar e vincitore di numerosi premi.

 

 

 

Jasper Morello è un navigatore spaziale della città di Gothia, un mondo distopico, dominato dalle macchine a vapore: la scelta di questa tecnica ben si adatta a un universo di macchinari vittoriani, elaborati apparecchi volanti, gru, ponteggi, ingranaggi, tutte figure dai bordi definiti, elaborati ed evocativi. Lo sfondo si mantiene monocromatico e utilizza tinte cupe su cui fluttuano le macchine di ferro e il vapore, veri protagonisti – antagonisti della storia.

 

Ricordiamo inoltre “Principi e Principesse” (1999) di Michel Ocelot, composto da 5 cortometraggi in cui si rappresentano degli aneddoti dominati dal carisma femminile. In questo caso le voci (Anna Marchesini, Pino Insegno, Elio Pandolfi) rivestono un’importanza fondamentale.

 

 

 

Continua…

 

PM

Redazione videoart

 

 

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Stop Motion #4 – Silhouette Animation – Sagome e vociultima modifica: 2009-02-16T16:02:00+00:00da eguidevideoart
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