Doug Aitken, la città sulla città

L’inserimento dell’opera artistica nell’ambiente urbano è sicuramente l’operazione che dà maggior senso alle espressioni di arte contemporanea, poiché per loro natura sono spesso strettamente legate al contesto che le ospita. Naturalmente non a tutti viene data la possibilità di utilizzare le superfici urbane per installazioni o proiezioni : se gli street artists lo fanno senza autorizzazione, gli artisti “riconosciuti” lo possono fare senza ricorrere alla clandestinità..

 

Doug Aitken è un video artista americano riconosciuto a livello internazionale che ha avuto la possibilità di sfruttare le facciate di alcuni tra i più celebri musei del mondo per proiettare i suoi video: è così che tutte le notti per un mese ha proiettato un paio di occhiali sull’edificio della Secessione a Vienna (Glass horizon), e ha letteralmente riempito di elementi acquatici e marittimi la Serpentine Gallery di Londra dai pavimenti ai soffitti al tetto (New ocean). 

Nel 2007 è stato il Moma a chiedergli di realizzare l’installazione Sleepwalker: è stata la videoinstallazione più “invasiva” mai ospitata dal Moma, che ha messo a disposizione tutte le sue pareti come schermi per videoproiezioni.

 

 
Aitken_Sleepwalkers.mov
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Ogni sera per quattro settimane 5 storie si sono ripetute sulle pareti dell’edificio, rappresentando la vita quotidiana di 5 persone (tra cui Donald Sutherland e Tilda Swinton) dal risveglio alla notte. Queste cronache, proiettate su otto schermi, rappresentavano la giornata tipo, dai gesti e le abitudini quotidiane del mattino ai momenti di creatività della notte. Azioni ripetute, quotidiane, sbiadite, ambientate nella città di New York, sfondo delle storie, sfondo reale, sottofondo acustico imprevedibile e ripetitivo al tempo stesso. La colonna sonora della videoinstallazione altro non era che il rumore della città stessa.

New York è rappresentata nel quotidiano rivelando un fascino nascosto, lontano dai luoghi più celebri, intimo e individuale, comune nelle abitudini domestiche, scontato nei ritmi del sonno e della veglia, poetico nelle manifestazioni di vitalità della notte, nella musica e nelle danze. La ciclicità delle azioni affiancata ai momenti della giornata descrive il rapporto dell’essere umano col trascorrere del tempo e con un ambiente sociale e naturale globalizzato.

 

 

 

La presenza di diverse proiezioni fa sì che la percezione della videoinstallazione sia diversa per ogni spettatore / passante, e vada a sommarsi all’insieme di stimoli già presenti nel contesto urbano. Le immagini in movimento sulle pareti dei palazzi nel centro della città rappresentano la città stessa in un’altra veste, ne svelano la vita quotidiana e rivivono nella percezione sensoriale degli spettatori.

 Lo stravolgimento dell’estetica acquisita dell’ambiente circostante con l’incursione di espressioni artistiche restituisce vitalità al tessuto urbano, utilizzato come schermo, tela o palco per la messa in scena delle idee e dell’energia che si generano al suo interno.

  

PM

Redazione videoart

 

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Doug Aitken, la città sulla cittàultima modifica: 2009-03-20T17:01:00+00:00da eguidevideoart
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