Stop Motion #1– Puppet Animation - KING KONG

03/02/2009

« Intervento dell'e-guide | Homepage | Stop Motion #2 – Pixilation – Norman McLaren »

Chi sa usare lo stop motion?

 

La tecnica di animazione stop motion, anche chiamata frame by frame o passo uno è utilizzata per fare in modo che un oggetto fisico dia l’effetto di muoversi. Di solito si tratta di pupazzi di plastilina, facili da plasmare per costruire i movimenti, ma si possono utilizzare materiali diversissimi, dalla carta alle persone in carne e ossa, agli oggetti casalinghi, i giocattoli, i soprammobili, o i pupazzi meccanici. Lo stop motion si può usare anche come tecnica sostitutiva della macchina da presa per dare un effetto a scatti a immagini dal vivo. A seconda del materiale utilizzato come “protagonista” lo stop motion assume nomi ed effetti diversi.

 

Lo spostamento dell’oggetto in minuscoli movimenti fotografati uno ad uno costituisce i frame di quella che poi sarà l’animazione, quindi, nel sistema PAL, 25 frame al secondo. Movimento – foto – movimento – foto: ogni foto è un frame. Maggiore è l’abilità e la precisione negli spostamenti dell’oggetto, maggiore sarà la fluidità dell’animazione. Certo, l’effetto “grezzo” o a scatti può essere voluto, ma spesso, diciamo la verità, è dovuto a inesperienza..

 
 Fra primi casi di utilizzo dello stop motion il più celebre naturalmente è King Kong (1933) il cui supervisor agli effetti speciali Willis O’Brien aveva già sperimentato questa tecnica nei precedenti film “The dinosaur and the Missing Link” e “The Lost World”. Il gorilla gigante King Kong ha preso vita da una serie di modellini alti circa 40 cm, composti da uno scheletro di metallo con articolazioni sferiche, rivestiti di gommapiuma e cotone e coperti di pelliccia di coniglio.
obrien-miniature-rear-projection-thumb.jpg
Il team costruì degli enormi e accurati set in miniatura per fornire ai modellini la scenografia adatta. In questo caso la tecnica di stop motion si definisce puppet animation (movimento di modellini su scenografie costruite). Solo rarissime scene furono girate in grandezza naturale: quella in cui King Kong tiene in mano Fay Wray, e quella in cui il piede calpesta gli abitanti dell’Isola del Teschio.

 

 

O’Brien studiò i movimenti dei gorilla e di altre grosse bestie feroci negli zoo per perfezionare la caratterizzazione di King Kong e dei dinosauri, e seguì anche diversi incontri professionali di wrestling per farsi venire delle idee su come far combattere le sue creazioni contro gli abitanti dell’Isola del Teschio. Quest’attenzione ai particolari della realizzazione è stato l’elemento che ha fatto sì che l’opera di O’Brien entrasse a far parte dei capolavori della storia del cinema.

Il film visto oggi naturalmente appare grezzo e pieno di errori anche grossolani di sovrapposizione delle immagini (del matte key parleremo in un prossimo post), ma senza l’ausilio del computer l’opera ha raggiunto un grado di perfezione impressionante per l’epoca, rimanendo ancor oggi fra i 200 film più apprezzati della storia e frutto di suggestioni per grandi artisti, soprattutto registi che ne hanno realizzato diversi remake. Nel video seguente possiamo vedere un montaggio delle scene principali del film sulla cover di King Kong di Daniel Johnston, cantata da Tom Waits (Discovered Covered, 2004) .

 

 

Continua..

PM

Redazione videoart

 

VAI ALL'INDICE

 

Commenti

e NO ragazzi!
il vero stop motion è solo quello fatto con il mash up!
quello d'autore non vale niente...gulp!

Scritto da: Blackb1 | 04/02/2009

Sì infatti han fatto un remake in cui i pupazzi sono metà gorilla metà tirannosauro, con la parrucca di Marylin Monroe e il cappello di Humphrey Bogart.. e ha avuto un successone ! ! Ora stanno facendo la FICTION

Scritto da: mipao | 04/02/2009

IO aspetto la versione KING KONDOM!

Scritto da: Blackb1 | 04/02/2009

IO aspetto con ansia la fiction KING KONDOM!

Scritto da: Blackb1 | 04/02/2009

Beh certo, come dice Daniel Johnston infatti il grattacielo sembra un simbolo fallico .. una performance del genere era stata fatta una decina di anni fa su qualche grattacielo, mi sembra a Parigi

Scritto da: silvia666 | 04/02/2009

Scrivi un commento

 
Festival 2008 - FESTIVAL Fondazione Romaeuropa - REVirgilioTelecom Italia